La manutenzione degli impianti termici ed il Regolamento (UE) 2016/426. Considerazioni in ordine alla periodicità di intervento

Il Regolamento (UE) 2016/426, entrato in vigore il 21 aprile 2018, è finalizzato a garantire la massima sicurezza per gli utilizzatori di apparecchi a gas. A questo scopo, sono stati definite medesime procedure e modalità per il conseguimento della omologazione CE dei prodotti in ambito comunitario.

Ma la sicurezza intrinseca di un apparecchio a gas potrebbe venir meno laddove questo venisse utilizzato in modo improprio. Di conseguenza, il Regolamento 2016/426 impone anche che ogni apparecchio debba essere “usato normalmente” intendendo, con tale dizione che:

  1. Gli apparecchi devono essere correttamente installati: la fruizione sicura di un apparecchio non può prescindere da una sua corretta installazione che, in Italia, è attestata dal rispetto della regola dell’arte ai sensi del D.M. 37/08;
  2. Gli apparecchi devono essere sottoposti a manutenzione secondo le istruzioni predisposte dal fabbricante: la manutenzione regolare dell’apparecchio è ritenuta essenziale ai fini del mantenimento dei requisiti di sicurezza garantiti dal fabbricante prima e dall’installatore poi.

Con il Regolamento 2016/426 pertanto, ogni valutazione circa la periodicità della manutenzione su un apparecchio a gas viene rimessa al fabbricante del prodotto le cui istruzioni assumono quindi carattere di cogenza. Ciò incide significativamente anche in ordine alle decisioni cui è chiamato il tecnico ai sensi della legislazione vigente circa la periodicità dei suoi interventi sugli impianti termici.

L’utilizzo normale dell’apparecchio infatti, è esplicitamente richiamato all’esito dei controlli di cui al Rapporto di controllo di efficienza energetica, per cui il tecnico è tenuto a indicare al proprio cliente quale periodicità sia stata individuata dal fabbricante del generatore di calore per gli interventi di manutenzione, mentre al responsabile dell’impianto spetta il compito di attenersi a tali indicazioni.

Resta inteso che, laddove il responsabile dell’impianto si dovesse sottrarre a tale adempimento, verrebbe chiamato a risponderne in caso di contenzioso o, peggio ancora, di incidente.

In aggiunta, vedi relazione La manutenzione degli impianti ad uso civile

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